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Imparare a fare fotografie migliori

PREMESSA

Si possono fare fotografie brutte e "sbagliate" con la macchina fotografica più sofisticata e costosa, perché lo strumento essenziale per fare la foto giusta sono in realtà gli occhi.
Saper guardare quello che ci sta davanti, saper vedere la fotografia prima ancora di inquadrarla nel mirino: nessun motore sofisticato, nessuno zoom potentissimo, nessuna pellicola ultrasensibile possono sopperire alla mancanza di questo "pensiero prima della foto".
L'occhio fotografico non è una dote ereditaria: molto si impara guardando le foto degli altri, iniziando a pensare mentre si fotografa, e giocando a far foto non solo nelle occasioni di rito (la vacanza, la festa...) ma per "esercitarsi a vedere".
"Per fare una bella foto riabituatevi a vedere le immagini bellissime nella vita quotidiana. Tanto se uno fa brutte foto qui le farà brutte anche a Instambul o chissà dove."

INQUADRARE LA FOTO GIUSTA

Alzi la mano chi non ha mai scattato una foto ricordo, magari a due turisti giapponesi che volevano farsi immortalare davanti a una fontana... Di fronte a un ritratto, i due errori più comuni che si possono fare sono:

A-Lasciare troppo spazio intorno

Guardiamo la fotografia, e i protagonisti appaiono persi in mezzo a un sacco di niente: non riusciamo neppure bene a distinguerne i lineamenti. Questo accade perché, mentre si guarda nell'obiettivo, ci si concentra su quello che c'è al centro dell'inquadratura, dimenticandosi che anche ciò che sta intorno andrà a impressionare la pellicola. In altre parole: siamo tanto presi dal nostro soggetto che il resto sembra sparire; peccato però che la nostra percezione (interessata, e perciò soggettiva) non coincida con quella (assolutamente neutrale) della macchina fotografica; il risultato finale è che il soggetto della foto risulta alla fine troppo piccolo per avere il peso che noi gli volevamo dare. La regola d'oro è avvicinarsi al soggetto (se abbiamo uno zoom, restringere il campo), finché i bordi dell'inquadratura non coincideranno con il limite di quello che ci interessa fotografare.
La quasi totalità delle fotografie scattate dai fotografi dilettanti sono riprese "in orizzontale", il che spesso nei ritratti significa "una persona in piedi nel mezzo, e un sacco di spazio ai lati". Spesso (e non solo per le persone) basta ruotare la macchina di 90 gradi per ottenere un'inquadratura molto più interessante.

B-Tagliare i piedi

La foto sarebbe anche venuta bene... Peccato che siano rimasti fuori i piedi, e i nostri modelli se ne stiano un po' ridicolmente piantati sui propri moncherini. Anche qui siamo alle prese con una distorsione dovuta alla nostra attenzione selettiva: quando guardiamo una persona, tendiamo a concentrarci sul viso, o comunque sulla parte superiore del corpo, e ad ignorare quelle che la cultura occidentale sembra considerare appendici di scarsa importanza (tanto ormai abbiamo le automobili che ci portano dappertutto...). Purtroppo un taglio a livello caviglie appare ridicolo: se non vogliamo fare un ritratto a figura intera, dobbiamo utilizzare delle inquadrature "significative" (primo piano, mezzobusto, piano americano), non troncare a caso.

*****Vedi allegato Punto 1*****

Una foto ritaglia, dallo spazio continuo che la nostra visione riesce a coprire, una porzione ben definita; quando guarderemo la foto, non potremo integrarla con ciò che sta intorno, né tantomeno ignorare gli elementi estranei finiti lì per caso. Occorre quindi essere molto attenti a dove andiamo a ritagliare lo spazio.
Questo vale non soltanto per i ritratti di persone, ma per qualsiasi fotografia che facciamo: nelle foto riuscite non c'è niente di troppo, né manca nulla di quello che ci doveva essere.

COMPORRE LA FOTOGRAFIA

Ciascun elemento che compare all'interno di una fotografia ha un peso; maggiore è il peso di un elemento, maggiore sarà il risalto che questo avrà agli occhi di chi osserva la fotografia.
Dovremo chiederci: qual è l'elemento più pesante di questa immagine? ci sono altri elementi che distraggono l'occhio, calamitando l'attenzione su di sè?

Da ricordare:

• Persone e animali hanno sempre un "peso" molto maggiore di elementi inanimati di uguali dimensioni
• Un elemento di colore decisamente diverso dallo sfondo su cui si trova acquista un peso maggiore
• Analogamente, una forma definita in contrasto con uno sfondo frastagliato, o un elemento irregolare all'interno di una composizione ordinata, catalizzeranno l'attenzione di chi guarda

Dovremo quindi costruire un'immagine in cui i pesi dei vari elementi siano in equilibrio: per fare questo, potremo adottare uno schema simmetrico, oppure contrapporre un elemento di grandi dimensioni con un altro più piccolo, ma di maggiore "peso specifico".

*****Vedi allegato Punto 2*****

Ricordiamo che l'occhio viene attratto dagli elementi che si trovano lungo le "linee focali" che dividono il riquadro dell'immagine in tre parti, orizzontalmente e verticalmente (vedi schema). Non sempre, quindi, lo schema simmetrico è quello più efficace; inoltre, spostando il centro di interesse dell'immagine lungo una delle linee focali, la composizione risulterà meno statica.

*****Vedi allegato Punto 3*****

FOTOGRAFARE LE PERSONE

A mio modo di vedere, le persone sono uno dei soggetti più interessanti da fotografare, che si tratti di amici o di perfetti sconosciuti incontrati in viaggio.
Fotografare è una dichiarazione di interesse, di affetto, a volte di amore: fotografiamo le persone che ci stanno simpatiche, che in qualche modo ci sembrano belle.
In genere, quando fotografo una persona che non conosco, cerco di evitare di "rubare" le immagini: spesso basta uno scambio di sguardi per farsi accordare il permesso per uno scatto, e a volte il risultato è - paradossalmente - un ritratto più veritiero e spontaneo di quello che si otterrebbe all'insaputa dell'interessato.
Fotografare gli abitanti di una città ci può aiutare a capirla come un'indagine sociologica; far mettere in posa le persone vuol dire in qualche modo dar loro voce, permettendo a ciascuno di scegliere che cosa presentare di se.

*****Vedi allegato Punto 4*****

QUESTIONE DI LUCE

La luce accesa e netta delle ore centrali della giornata non è la migliore quando si fotografa, perché crea ombre troppo nette, appiattisce l'immagine, acuisce i contrasti: molto meglio la luce soffusa del primo mattino, o i toni caldi del crepuscolo, che ammorbidiscono i contorni e saturano i colori.
Il mercato del pesce a Catania

*****Vedi allegato Punto 5******

Io non uso mai il flash, anzi non ne possiedo neppure uno: non amo l'effetto "occhi rossi" delle foto dei compleanni, e se non è possibile - che ne so - uscire su un terrazzo o avvicinarsi a una finestra, semplicemente non faccio la fotografia.
Anche con poca luce, comunque, spesso è possibile fotografare: basta aumentare i tempi e rinunciare a un po' di profondità di campo. In cambio si otterrà un effetto incomparabilmente più naturale, con toni caldi (specie se la scena è illuminata da lampadine a incandescenza) e contorni morbidi, ideali per un ritratto.

La piazza di Bagno Vignoni di sera: qui ho usato il cavalletto, perché i tempi di esposizione andavano dai 30 secondi ai 2 minuti.

*****Vedi allegato Punto 6*****

Con un cavalletto e un flessibile poi ci si può lanciare in esperimenti di notturno: impostiamo il tempo di posa su B, e scattiamo tenendo aperto l'otturatore per un tempo uguale a quello segnato dall'esposimetro, poi proviamo a ripetere la stessa foto con un tempo doppio o dimezzato; anche se si tratta di minuti, non spaventiamoci, perché il risultato non cambierà così radicalmente come ci aspetteremmo.
Le luci della città; un faro che gira nella notte; le scie luminose delle auto; la lenta rotazione delle stelle... I potenziali soggetti per un esperimento di notturno sono moltissimi, e il risultato finale spesso riserva non poche sorprese.

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